Il giorno 17 Novembre 2009 presso il Ministero della Salute si è riunita la Commissione avente come oggetto il “riordino dell’area della riabilitazione”. In realtà è stata una riunione chiesta dall’Unione Italiana Ciechi per affrontare il tema della modifica dell’attività degli istituti statali di loro pertinenza, che al momento formano i masso fisioterapisti non vedenti.
Erano presenti alla riunione, oltre ai rappresentanti del Ministero della Salute, le associazioni: UIC, AIFI ( con la delega da parte della FNCM) e FIF.
Dopo il preambolo da parte del Direttore Generale che ha chiesto una “sintesi” delle necessità derivate dalla riforma prevista dal MIUR e il “tentativo” di riordino dell’area della riabilitazione da parte del Ministero della Salute, sono iniziati gli interventi.
In sintesi le posizioni espresse sono state le seguenti: UIC, rappresentata da Zito e De Angelis, chiede di trasformare le scuole statali per non vedenti di massofisioterapia in scuole di formazione per operatori del benessere; contestualmente chiede l’abrogazione della Legge 403/71 istitutiva della figura del MFT e quindi di rinunciare all’area sanitaria.
L’AIFI, rappresentata dal Presidente Bortone, ha parlato in rappresentanza del comune accordo stabilito fra: AIFI, FNCM e UIC sulla necessità di risolvere la questione dei non vedenti, sollevando la questione relativa alla ormai inutile figura del MFT nel panorama dell’area riabilitativa.
La FIF, rappresentata dal Presidente Falcioni, ha obiettato sulla non utilità della figura del MFT, ha fatto presente che tale figura è legittimata da una legge dello Stato e che legata a tale figura esiste quella del Massaggiatore Sportivo, a propria volta, legittimata dalla Legge 1099 “Tutela delle attività sportive” e che solo in deroga ad essa, il CONI e le Federazioni Sportive consentono la pratica nel settore sportivo anche ai fisioterapisti. Ha inoltre fatto presente che l’eventuale figura di supporto esiste già nella figura giuridica dell’OSS, così come previsto ad esempio nel settore infermieristico. Tale posizione ha visto il parere favorevole anche da parte dell’AIFI. Netta l’opposizione ( inspiegabile a prima vista) da parte dell’UIC, che insisteva sulla necessità di trovare una figura fuori dal sanitario e orientata sul benessere.
Il Presidente Falcioni ha fatto presente che una eventuale abrogazione della Legge 403/71, peraltro di complessa realizzazione, non dovrà in alcun modo penalizzare i MFT, ai quali dovrà essere consentito l’accesso al lavoro, la possibilità concreta di laurearsi e salvaguardia di tutti i diritti professionali previsti dalla Costituzione. Falcioni ha concluso il suo intervento affermando che il Ministero dovrebbe affrontare il problema delle lauree specialistiche specifiche e non come sono attualmente, oltre all’adeguamento della Legge 1099 ampliandola a favore dei fisioterapisti.
Il Presidente AIFI, Bortone, ha fatto propria la possibilità di creare la figura di supporto dell’area della riabilitazione, cercando quella “sintesi” auspicata dal Direttore Generale fra l’esigenza dettata dalla riforma prevista dalla Gelmini e il riassetto dell’area riabilitativa.
Al termine della riunione le domande rimaste in sospeso sono state:
a) Perché i dirigenti dell’UIC rinunciano al loro compito di tutela e salvaguardia della figura storica del MFT non vedente?
b) Perché allearsi all’AIFI che da sempre persegue l’obiettivo dell’eliminazione della figura del MFT?
c) Perché chi resta della FNCM ha per gli stessi motivi legato la sigla storica dei MFT all’AIFI?
d) I MFT sanno queste cose?
e) I non vedenti sono al corrente che li stanno svendendo?
f) Se non ci fosse la FIF a contrastare queste iniziative, che fine avrebbero già fatto i MFT?
g) Se non ci fosse la FIF – questa sola domanda giustificherebbe l’accanimento contro di essa di questi anni – ci sarebbe il monopolio associativo nel settore della riabilitazione, con quali conseguenze?
Forse è tempo che qualcuno a parte la FIF, cominciasse ad interrogarsi su queste semplici ma estremamente chiare domande.
I MFT hanno ancora dubbi su chi e può rappresentarli?
I MFT fanno ancora finta di non sentire e aspettano sempre che altri si muovano per loro che hanno altro da fare che pensare a queste cose, salvo poi lamentarsi che nessuno li protegge?
Sanno i MFT che cosa significa avere un’associazione forte nei numeri e nella rappresentatività, oppure credono che personalmente, prostrandosi a qualche medico o presidente di società sportiva, tanto lavoreranno sempre?